Meis e Museo Ebraico di Bologna, un unico polo per raccontare l’ebraismo italiano

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Pubblicato su MOKED

Un percorso di fusione tra due musei, per rafforzare la narrazione dell’ebraismo italiano a livello locale, nazionale e internazionale. È la scelta della Fondazione Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah – Meis di Ferrara, che ha avviato l’incorporazione della Fondazione Museo ebraico di Bologna – Meb, dando vita a un polo con sede centrale nella città estense e una distaccata a Bologna gestite da un’unica governance. «Il centro essenziale di questa operazione risiede nella missione culturale che accomuna i due musei», spiega il presidente del Meis e del Meb, Guido Ottolenghi. «Pur con storie e identità diverse, i due musei sono uniti nella narrazione dell’ebraismo italiano a livello locale, nazionale e internazionale e hanno al loro interno i rappresentanti di enti istituzionali comuni come la Regione Emilia-Romagna e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane».
Grazie a questo passo, aggiunge Ottolenghi, i due enti potranno «collaborare proficuamente, condividendo la competenza di figure professionali, migliorando la progettualità con percorsi coordinati tra Ferrara e Bologna, ampliando e diversificando la programmazione educativa e culturale, affermandosi come riferimento nazionale». Un modello sperimentale che, conclude il presidente, «in futuro potrebbe non escludere ulteriori collaborazioni e partnership».
Il processo è stato avviato con il via libera al progetto di fusione da parte dei Consigli di amministrazione dei due musei. L’iter prevederà ora diversi passaggi formali, tra cui l’approvazione del nuovo statuto da parte degli enti partecipanti delle due fondazioni, primo fra tutti il ministero della Cultura.

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