GECE 2026- Un Dibbuk per i nostri tempi
Dybbuk” in yiddish significa “incollamento”, più spesso compreso come “possessione”.
Una leggenda ebraica di origine cabalistica, documentata almeno a partire dal 1500, qui presentata nella versione raccolta e riscritta da Shloyme An-Sky nel 1918, racconta dell’amore contrastato tra due giovani.
La Comunità Ebraica della città di Giulietta e Romeo non a caso ha voluto inserire questo spettacolo-concerto nel programma della GECE 2026 dedicata al tema dell’Amore. L’amore tra Khonen e Leyeh nel Dibbuk e quello tra Romeo e Giulietta sono entrambi amori assoluti e impossibili che lottano contro le regole della società e trovano il loro compimento solo oltre i confini della vita terrena.
In entrambe le storie, le famiglie e le leggi degli uomini perdono il controllo. Il sentimento d’amore è così forte da diventare una forza soprannaturale, capace di scardinare la realtà.
Nella tragedia di Shakespeare Romeo e Giulietta muoiono nella carne, ma i loro corpi riposano insieme in un abbraccio terreno e tragico.
Nel Dibbuk, l’unione diventa un fatto spirituale e mistico: alla fine, per liberarsi del fantasma, Leah deve morire spiritualmente o fisicamente (a seconda delle versioni teatrali), fondendo la sua anima con quella di Chanan per l’eternità.
La trama :
La storia è classica: un padre non vuole che la figlia – Leyeh – sposi Khonen, il giovane che ama, riamata, perché egli è povero e sconosciuto mentre la forza a sposare invece un ricco partito.
L’amato amante Khonen muore di dolore dopo aver tentato riti e magie di ogni tipo ed entra nel corpo di Leyeh sotto forma di Dybbuk.
Nel giorno delle odiose nozze, la voce di Khonen/Dybbuk esplode da dentro la gola e i visceri dell’amata costringendola a dire con voce maschile: “Non sei tu il mio destinato!”.
Portata da un rabbino miracoloso, Leyeh sarà finalmente “liberata” al tempo stesso dello sposo non voluto e del dybbuk, ma perderà la vita.
Nell’ultima scena i due innamorati, finalmente assieme, anche se non più in questo mondo, cullano assieme i figli che mai avranno. La lezione è sempre la stessa: ovunque e chiunque voi siate, lasciate vincere l’amore.
Lo spettacolo ideato ed interpretato da Miriam Camerini con Angelo Baselli al clarinetto e Gianluca Casadei alla fisarmonica è andato in scena il 7 settembre presso il Teatro dell’Educandato Statale Agli Angeli
Ester S. Israel


