GECE 2026 a Verona: due giornate nel segno dell’amore, della cultura e del dialogo

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Il 6 e 7 settembre Verona ha ospitato gli appuntamenti della Giornata Europea della Cultura Ebraica 2026. Al centro, il tema dell’“Amore”, declinato attraverso letteratura, musica, memoria e teatro.

Due giornate per conoscere, ascoltare e condividere. È questo il senso della Giornata Europea della Cultura Ebraica 2026, che a Verona si è articolata domenica 6 e lunedì 7 settembre attraverso un programma promosso dalla Comunità Ebraica di Verona, in collaborazione con l’Educandato Statale Agli Angeli e la Società Letteraria di Verona.

A Verona il tema è stato affrontato attraverso linguaggi diversi, con l’obiettivo di mostrare la ricchezza e la vitalità della cultura ebraica e, al tempo stesso, di favorire un incontro diretto con la cittadinanza.

La prima giornata si è sviluppata soprattutto negli spazi della Sinagoga di Verona, luogo simbolico della presenza ebraica in città.

Dopo i saluti della Presidente Anna Trenti Kaufman e delle autorità Bruno Carmi ha introdotto il tema dell’edizione ed il  programma ha preso il via  alle 10.30 con l’intervento di Daniela Brunelli, Presidente della Società Letteraria di Verona, dedicato a una vicenda di particolare interesse per la storia culturale veronese: “Stampato … per uomini e donne”: il romanzo cavalleresco Paris un Viene, nell’originale versione yiddish di Elia Bahur Levita, pubblicata a Verona nel 1594 presso la tipografia di Francesco Dalle Donne. Un episodio che restituisce alla città il ruolo storico avuto anche nella produzione e nella circolazione di testi della cultura ebraica.

Nel pomeriggio, alle 15, è stato invece Riccardo Mauroner, professore di storia e filosofia all’Educandato Statale Agli Angeli, a proporre una riflessione su Franz Kafka e Julie Wohryzek, attraverso le storie d’amore nella letteratura ebraica del Novecento.

Due appuntamenti diversi per argomento e prospettiva, ma accomunati dalla volontà di utilizzare la letteratura come chiave di accesso alla storia, alla cultura e all’identità ebraica.

A fare da contrappunto agli incontri sono stati gli intermezzi musicali affidati al violinista Ruben Medici, con brani di Debussy e Bartók, creando un dialogo tra parola, musica e spazio della Sinagoga.

La giornata ha inoltre offerto al pubblico la possibilità di conoscere più da vicino i luoghi della presenza ebraica veronese attraverso le visite guidate alla Sinagoga e all’antico ghetto condotte da Marina Sorina. Un’occasione particolarmente significativa perché la conoscenza della storia passa anche attraverso i luoghi e attraverso la possibilità di riconoscere, nel tessuto urbano contemporaneo, le tracce di una presenza antica.

Arianna Forneron ha curato il banco dei libri organizzato da ADEI-WIZO di Verona.

Il percorso della GECE 2026 è proseguito lunedì 7 settembre, spostandosi negli spazi dell’Educandato Statale Agli Angeli.

Alle 20.30, il Teatro dell’Educandato ha ospitato Miriam Camerini, regista teatrale, attrice, cantante e studiosa di ebraismo, protagonista dello spettacolo-concerto “Un Dybbuk per i nostri tempi”.

Lo spettacolo ha portato sul palcoscenico una delle figure più affascinanti dell’immaginario e della tradizione ebraica, il dybbuk, attraverso un intreccio di teatro e musica. Accanto a Miriam Camerini, alla voce, sono intervenuti Angelo Baselli al clarinetto e Gianluca Casadei alla fisarmonica.

La scelta di concludere il programma con un appuntamento teatrale e musicale ha permesso di ampliare ulteriormente le prospettive della manifestazione: dopo la storia, la letteratura e le visite ai luoghi della memoria, il teatro ha offerto infatti un linguaggio capace di parlare alla sensibilità contemporanea, mettendo in relazione tradizione e presente.

Due giornate diverse per linguaggi e contenuti, ma unite da una stessa idea: la cultura come spazio di incontro, la memoria come strumento di conoscenza e l’amore come valore capace di parlare al presente.

Un invito, dunque, non soltanto a conoscere una storia e una tradizione, ma a riconoscere nella cultura ebraica una componente viva e significativa del patrimonio culturale della città di Verona e dell’Europa.

Il programma non si esaurisce con queste due giornate è prosegue domenica 18 settembre con l’evento

HINENI – ECCOMI che propone un pomeriggio dedicato a memoria, territorio e testimonianza. a questo link tutte le informazioni https://www.comebraicavr.it/gece-2026-hineni-eccomi-18-settembre-ore-15/

Ester S. Israel

 

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