Daniel Block – una persona “tam” di esempio

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Questo articolo è segno di gratitudine da parte di persone che hanno conosciuto Daniel Block, l’americano diventato un veronese trapiantato, che ha aperto la sua casa a coloro che avevano bisogno, per un posto letto e per un pasto rigorosamente kosher.

Chi di noi, che frequenta di più e chi frequenta meno la sinagoga, sicuramente si ricorda di Daniel Block. Come si può dimenticare “il gigante buono” dopo tanti anni a Verona, anche se attualmente vive a Seattle (WA) negli Stati Uniti?

Di seguito, le belle parole dedicate al nostro amico Daniel, da parte di amici, sig. Shmuel Kaiser e sig. Alan Wecker, che hanno contribuito all’apertura della cucina comunitaria presso il Beit Chabad Garda.

Da parte di Shmuel Kaiser:

Mi dispiace non poter essere presente di persona stasera, ma per me era molto importante condividere alcune parole sincere in occasione dell’inaugurazione della cucina presso il centro Chabad Garda.

Quando si pensa a Daniel, la prima cosa che viene in mente è una persona dedita al dono e alla cura degli altri, dotata di un cuore infinitamente grande. Ho avuto il privilegio di essere ospitato da lui a Verona diverse volte e, ogni volta, rimanevo colpito dalla naturalezza con cui apre la sua casa e il suo cuore.

Per Daniel, l’ospitalità e la generosità non sono gesti sporadici, ma uno stile di vita. Ciò si manifesta nei dettagli più piccoli e nella premura più profonda: dal modo caloroso e gentile in cui accoglie gli ospiti, alla cura particolare con cui ha preparato la sua cucina privata a Verona per farci sentire come a casa, fino a ogni stretta di mano, attenzione e aiuto offerti a chiunque incroci il suo cammino.

I saggi affermano che “la forma più alta di ospitalità è accogliere la Presenza Divina“. Daniel non è solo un padrone di casa: fa sì che ognuno si senta benvenuto, accolto e parte integrante di una comunità.

È quindi del tutto naturale e appropriato che questa cucina del centro Chabad sia dedicata a lui. La cucina è il cuore pulsante della casa, il luogo da cui scaturiscono abbondanza, calore e cura per tutti. La generosità che nasce in questa cucina è semplicemente un altro anello della catena di buone azioni che Daniel crea costantemente attorno a sé.

Caro Daniel, ti auguro che, proprio come tu fai spesso del bene e apri con calore il tuo cuore agli altri, così l’Eterno – benedetto Egli sia – colmi sempre la tua vita e la tua casa di salute, gioia, abbondanza e ogni benedizione.

Grazie di cuore per la persona che sei e congratulazioni al centro Chabad!

Con profonda stima e affetto,

Shmuel

Da parte di Alan Wecker:

Un omaggio/tributo a Daniel Block

Ci sono persone che costruiscono istituzioni e persone che costruiscono case.

Per molti anni, Daniel Block ha trasformato Verona in una casa lontano da casa per innumerevoli viaggiatori ebrei. Molto prima che il turismo kosher diventasse diffuso e che molti visitatori sapessero dove avrebbero mangiato o chi avrebbero incontrato, Daniel incarnava silenziosamente la mitzvah di hachnasat orchim: l’accoglienza degli ospiti.

La sua casa e il suo cuore erano aperti a famiglie, studenti, viaggiatori d’affari e sconosciuti che diventavano presto amici. Che qualcuno avesse bisogno di un pasto per Shabbat, di una guida, di incoraggiamento o semplicemente del calore di un altro ebreo lontano da casa, Daniel era presente con generosità, gentilezza e sincera premura. Non cercava riconoscimenti; la sua ricompensa era l’opportunità di aiutare un’altra persona.

I Saggi insegnano che accogliere gli ospiti è una delle più grandi espressioni di chessed (amorevole benevolenza). Attraverso questa opera sacra, Daniel non solo nutriva i corpi, ma sollevava gli animi. Molti di coloro che sono passati per Verona hanno portato con sé non solo i ricordi della bellezza dell’Italia, ma anche del calore e dell’amicizia trovati grazie a lui.

È quindi particolarmente appropriato che l’inaugurazione della cucina Chabad, al servizio della zona del Lago di Garda, sia dedicata a lui. Una cucina è molto più di un luogo in cui si prepara il cibo: è un simbolo di ospitalità, comunità e amore. È un luogo dove gli sconosciuti diventano ospiti, gli ospiti diventano amici e ogni pasto diventa un’occasione per rafforzare la vita ebraica.

Che questa cucina possa proseguire l’opera iniziata da Daniel tanti anni fa: nutrire gli affamati, accogliere i viaggiatori e unire le persone con calore e dignità. Che ogni pasto ivi preparato sia un tributo duraturo al suo esempio di gentilezza disinteressata.

Sebbene Daniel viva ora a Seattle, i semi di gentilezza che ha piantato in Italia continuano a dare frutti. La sua eredità vive non solo nei ricordi, ma in ogni atto di ospitalità ispirato dal suo esempio.

Che l’Onnipotente conceda a Daniel ancora molti anni di salute, felicità e forza, insieme alla sua famiglia. Che egli possa continuare a crescere di forza in forza, consapevole che la gentilezza condivisa con così tante persone è diventata una benedizione duratura per le generazioni a venire.

Yashar Koach, Daniel. I tuoi discreti atti di gentilezza hanno lasciato un segno indelebile nella vita ebraica e oggi celebriamo non solo una cucina, ma il meraviglioso spirito di ospitalità che essa rappresenta.

 Alan Wecker

 

Video:

https://www.dropbox.com/scl/fi/m73rit6t1sbqehoyhqf7i/20260804_191007.mp4?rlkey=0v8eulctsw37seh403fyanhh5&st=q71thixc&dl=0

 

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