Non esiste saggezza pari a quella acquisita attraverso l’esperienza
di Rav Shmuel Rabinowitz, Rabbino del Kotel e luoghi sacri in Israele
tradotto ed adattato da David Malamut
La parashà di Lech Lecha si apre con la prima prova a cui Dio sottopone Abramo, padre del popolo ebraico. Gli viene ordinato di abbandonare la propria casa, il proprio ambiente e la propria terra natale, per mettersi in cammino verso una terra sconosciuta, come recita il versetto (Genesi 12, 1): «Verso la terra che io ti mostrerò». A questo proposito, la Mishnà in Pirkei Avot (5, 3) afferma: «Abramo, nostro patriarca, che riposi in pace, fu sottoposto a dieci prove.».
Queste prove costituiscono uno dei pilastri fondamentali del popolo ebraico. Non si tratta soltanto di eventi storici nella vita del patriarca fondatore, bensì di tappe nel processo di formazione dell’individuo credente, la cui influenza rimane evidente ancora oggi. Ogni prova, ponendo Abramo di fronte a una nuova sfida, lo ha spinto a scoprire ulteriori risorse interiori, ad approfondire la propria fede e a elevare la propria esistenza a un livello superiore. Le lotte di Abramo non appartengono solo al passato; esse hanno gettato le basi affinché le generazioni future potessero, a loro volta, affrontare le proprie sfide.
Per comprendere il significato profondo di tali prove, dobbiamo esaminare il concetto stesso di «prova». I nostri Maestri, nel Midrash, esplorano il legame tra la prova e l’elevazione, tra l’affrontare una sfida e la capacità di crescere attraverso di essa. Il Midrash afferma:
“È scritto: «Hai dato a coloro che Ti temono un vessillo da innalzare, per amore della verità, per sempre» (Salmi 60, 6). Una prova dopo l’altra, una tappa di crescita dopo l’altra, per metterli alla prova nel mondo e per elevarli nel mondo, come l’albero di una nave.” (Bereishit Rabbah, Vayera 55:1)
Secondo questa visione, una prova di per sé non è semplicemente un esame volto a mettere alla prova una persona, ma anche un mezzo per aiutarla a crescere e a elevarsi spiritualmente a un livello superiore. Proprio come l’albero di una nave si erge in alto ed è visibile da lontano, così anche una persona può elevarsi attraverso le prove che affronta e scoprire in sé stessa punti di forza che non sapeva nemmeno di possedere. Proprio quando si sente di fronte a una difficoltà che supera le sue capacità, può presentarsi davanti a lei l’opportunità di raggiungere un livello che non avrebbe mai potuto raggiungere in nessun altro modo.
Per comprendere le ragioni e lo scopo delle prove a cui fu sottoposto Abramo, è utile esaminare le parole di Nachmanide (il Ramban) in merito al versetto che descrive la prova della Legatura di Isacco (Genesi 22,1): «D-o mise alla prova Abramo».
Secondo il Ramban, D-o non ha bisogno di una prova per conoscere ciò che risiede nel cuore di una persona; la prova è destinata alla persona stessa. Esiste infatti una differenza tra una capacità che risiede in un individuo come potenziale non ancora espresso e una capacità che si è già manifestata attraverso un’azione concreta. Una persona può ritenersi coraggiosa, leale o profondamente devota, ma è solo quando viene chiamata ad agire con coraggio che tali qualità diventano una parte tangibile del suo carattere.
Questa concezione assume un significato ancora più ampio nelle parole di Rabbi Yaakov, autore del Baal HaTurim, il quale stabilisce un nesso tra le dieci prove di Abramo e le dieci espressioni attraverso le quali fu creato il mondo. Le prove non costituiscono soltanto un percorso personale di crescita spirituale, ma fanno parte di un processo più vasto, volto a riparare il mondo e a condurlo verso il suo fine ultimo.
Secondo questa interpretazione, la prima prova, “Lech Lecha” (“Vattene”), corrisponde alla prima espressione divina nella Creazione: “Sia la luce”. Questo parallelo ci offre una chiave di lettura importante per comprendere come una persona debba affrontare le sfide della vita. Quando un individuo incontra una prova, può avere l’impressione che l’oscurità lo avvolga e che la luce sia svanita dal suo mondo. Il cammino abituale non è più nitido; le risposte di cui disponeva in precedenza non bastano più ed egli fatica a capire come procedere.
È proprio in tali momenti che occorre ricordare: così come la Creazione ha avuto inizio con la luce, anche una prova può segnare l’avvio di una nuova rivelazione. Ciò non significa che ogni difficoltà svanisca rapidamente, né che sia sempre possibile comprendere le ragioni per cui gli eventi si sono svolti in un certo modo. Tuttavia, possiamo credere che, anche in mezzo all’incertezza, esista una via d’uscita e che affrontare una sfida possa aprire, dentro una persona e nel suo mondo, possibilità che altrimenti non sarebbero mai emerse.
Al patriarca Abramo viene ordinato di mettersi in cammino verso una terra ignota, e Dio gli dice: “che io ti mostrerò”. La luce divina illuminerà il suo percorso, a patto che egli creda che D-o veglia su ogni cosa e la guida, essendo Egli il Signore dell’Universo.
Non sempre all’essere umano viene fornita una mappa completa del futuro. Per andare avanti, è necessario procedere un passo alla volta, cercando chiarezza lungo il cammino e confidando che ciò che ancora non si comprende possa, in seguito, divenire chiaro. A volte, sono proprio le prove della vita a costituire la luce che la persona deve seguire: celata al loro interno si trova, infatti, una grande luce che essa è chiamata a scoprire.


