Editoria, emancipazione femminile e identità ebraica
Pubblicato su Moked
Il 7 luglio del 1916, 110 anni fa, moriva a Milano la scrittrice e giornalista Virginia Tedeschi Treves. Conosciuta con lo pseudonimo di Cordelia, fu personalità di rilievo del mondo culturale e animatrice di “salotti” frequentati tra gli altri da Gabriele D’Annunzio, Arrigo Boito, Giuseppe Giacosa. Se ne parlerà martedì 20 ottobre alle 18 alla Fondazione Ernesta Besso di Largo di Torre Argentina a Roma in occasione del convegno “Editoria, emancipazione femminile e identità ebraica tra Ottocento e Novecento” organizzato in collaborazione con il Centro di Cultura della Comunità ebraica romana con l’intento di «restituire la complessità della sua figura attraverso un approccio interdisciplinare che intrecci storia culturale, storia dell’editoria, studi di genere e studi ebraici». Insieme a lei, nata a Verona nel 1849, si affronteranno anche altre donne protagoniste di quel periodo. Interverranno la direttrice del Centro di Cultura, Giorgia Calò, che parlerà di “Una voce chiamata Cordelia”, Miriam Brindisi, Library Curator della Maison Valentino, la cui relazioni approfondirà la “disobbedienza identitaria” a partire dalla figura dell’artista, fotografa e scrittrice Claude Cahun, e Claudia De Benedetti, direttrice dei musei ebraici di Casale Monferrato, con una riflessione sui “percorsi di viaggio e dialogo” dell’educatrice Shlomit Frida Flaum. Apriranno i lavori i saluti di Giacomo Moscati, assessore alla Cultura della Comunità ebraica, e Caterina de Mata, presidente della Fondazione Ernesta Besso, mentre il convegno sarà moderato da Marina Caffiero, direttrice scientifica dell’istituzione ospitante.


