Verona – Cerimonia in Piazza Isolo allo “Spino del filo spinato”

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Si è svolta il 5 maggio alle 10:30 la  Commemorazione al MONUMENTO ALLE VITTIME DELLE DEPORTAZIONI, organizzata dal Comitato Unitario per la difesa delle Istituzioni democratiche in Piazza Isolo alle 10,30 presso ‘Lo spino’, opera potente dell’artista Pino Castagna. Lo spino del filo spinato in bronzo di 6 metri di altezza e 83 quintali di peso è stato fortemente voluto da un Comitato promotore di cittadini (un pensiero per tutti al dott. Dario Basevi e al prof. Renzo Zorzi) con il sostegno di Fondazione Cariverona e Banca Popolare.

I discorsi ufficiali, a causa del maltempo, si son svolti nella Sala del Palazzo Confalonieri Da Lisca , dopo è stata depositata la corona al Monumento

Oratore ufficiale dell’evento il Prof Federico Melotto  che così esordisce .” Un cordiale saluto a tutte le autorità presenti, civili, militari e religiose. Un caro saluto a tutti i cittadini veronesi. 

Credetemi, oggi avrei voluto scrivere un intervento improntato ad una visione positiva del futuro, all’ottimismo. Invece mi accingo a pronunciare il mio breve intervento con uno stato d’animo diviso tra sentimenti contrastanti: emozione, senso di responsabilità da un lato, imbarazzo, senso di impotenza dall’altro. Emozione, innanzitutto, perché è la prima volta che mi viene offerto l’onore di parlare davanti a questo importante monumento: un enorme nodo di filo spinato, ossia la rappresentazione plastica, terribile, atroce della Shoah e di tutte le diverse forme di deportazione subite da uomini e donne durante la Seconda guerra mondiale. Emozione, perché questo grande nodo contiene in sé i racconti delle vite, dei patimenti, dei drammi dei veronesi scomparsi nel gorgo dei campi di sterminio, raccoglie dunque la complessità delle esistenze dei nostri concittadini, non è semplicemente un grande pezzo di bronzo lavorato e collocato in uno spazio. In altri termini: il monumento vive, ci parla attraverso le voci perdute di quelle persone; basta soltanto volerlo ascoltare.

riportiamo qui  il discorso  completo del Prof Melotto( PDF )

Muro Orvieto nel suo intervento ha voluto sottolineare che  “Questo appuntamento non deve diventare una consuetudine o semplice retorica di un lontano passato, perché la retorica sminuisce la reale portata di questo terribile trascorso e gli avvenimenti sfumano in reminiscenze che appaiono inverosimili e quasi irreali e favoriscono il risorgere di intolleranza e indifferenza.

Purtroppo quanto accade nel mondo ci mette di fronte ad una realtà in cui la parola PACE assume un valore astratto. In ebraico il saluto tradizionale è Shalom (pace) così come in arabo è Salam e come si ripete in tutte le chiese “la pace sia con voi” ad ogni funzione. Ma quanti sanno ascoltare veramente questo messaggio?

Discorso Orvieto in PDF

 

galleria immagini:

Ester S.Israel

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