Ottanta anni Costituente, Mattarella ricorda ebrei partigiani e Brigata Ebraica

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Gli italiani pagarono un «prezzo alto» per conquistare «il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra». Tra loro gli ebrei «avviati ai campi di sterminio» e «quelli che nella Brigata Ebraica e nelle formazioni partigiane parteciparono alla Liberazione dell’Italia e alla costruzione di una nuova società che non vedesse l’oppressione dell’uomo sull’uomo». Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo nell’aula di Palazzo Montecitorio per le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario dalla prima seduta dell’Assemblea Costituente. Un discorso lungo e molto applaudito il suo, con apprezzamenti “bipartisan” di maggioranza e opposizione, in cui Mattarella ha anche menzionato, tra i «martiri assassinati» dal fascismo, i fratelli Carlo e Nello Rosselli insieme a figure come quelle di Giacomo Matteotti, Giovanni Amendola, don Giovanni Minzoni e Antonio Gramsci. Anche fuori dall’aula c’è chi plaude. In una nota, il Museo della Brigata Ebraica diretto da Davide Riccardo Romano «esprime profonda gratitudine» a Mattarella per la menzione. Sono parole «che hanno per noi un valore particolare, pronunciate dalla più alta carica dello Stato in una sede istituzionale di straordinaria solennità», si legge. Romano riconosce come si tratti di un intervento «non scontato» in un momento in cui quella pagina, il contributo della Brigata alla Resistenza e alla Liberazione, «viene sempre più spesso negata, ridimensionata o strumentalizzata» nei cortei, nelle piazze e persino nelle commemorazioni ufficiali. Per Romano, le parole di Mattarella «non sono un atto formale» ma un vero e proprio «argine» contro la memoria sempre più spesso «piegata all’ideologia», mentre chi la difende «si trova a farlo sotto scorta».

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