Naasè ve Nishmà, pagine per riflettere su Sukkot
«Sukkot ci insegna a rallentare. Proprio quando il mondo intorno a noi riprende la sua attività con l’inizio dell’anno scolastico e le riaperture aziendali, noi viviamo in capanne e ci asteniamo dal lavorare nei giorni di Moed. Proprio quando la società ci richiederebbe di correre insieme a lei, noi ci fermiamo». Con questa riflessione si apre la nuova edizione di Naasè ve Nishmà, la choveret – quaderno di studio – che raccoglie commenti e approfondimenti per la festa di Sukkot. Gli iscritti della Comunità ebraica di Milano la troveranno nelle sinagoghe della città.
La pubblicazione è arrivata al quinto numero dopo l’esordio a Shavuot 5785 ed è curata dal segretario della Comunità ebraica milanese Alfonso Sassun, insieme a Manuel Moscato e Daniele Steinhaus. Alla redazione si è aggiunto Daniel Schreiber, che ne ha rinnovato la veste grafica. Nelle sue pagine si incontrano le riflessioni di rabbini, studiosi e membri delle diverse realtà dell’ebraismo milanese. «L’obiettivo è riunire le varie anime della comunità», spiega Steinhaus. «Fin dall’inizio abbiamo ospitato contributi delle componenti italiana, libanese, persiana e Chabad».
L’idea è nata quando Sassun ha visto a Roma un opuscolo che raccoglieva derashot – commenti alla Torah – e ha proposto a Steinhaus e Moscato di realizzarne uno anche a Milano. Il primo numero è uscito per Shavuot; sono seguite le edizioni dedicate a Sukkot, Pesach e di nuovo Shavuot. Il progetto accompagna così le tre feste di pellegrinaggio con testi pensati per essere letti durante la ricorrenza, in sinagoga o a casa.
La nuova choveret affronta Sukkot da prospettive diverse.
Rav Alfonso Arbib parte dalla Simchàt Bet Hashoevà, la celebrazione legata all’offerta dell’acqua nel Tempio di Gerusalemme, per riflettere sul ruolo della tradizione orale. Rav Joel Bassali si domanda perché la festa delle capanne cada in autunno, quando normalmente si torna a cercare riparo nelle proprie case. Rav Roberto Della Rocca legge nelle quattro specie vegetali, diverse ma riunite in un’unica mitzvah, un insegnamento sull’unità della comunità e sul posto che ciascuno vi trova. Rav Michael Bassali invita a guardare a chi abita la sukkah: «La vera decorazione della Sukkà siamo noi».
Altri contributi affrontano l’ospitalità, la gioia della festa e Simchat Torah..
Per ora le copie cartacee sono destinate ai templi milanesi, ma la redazione vorrebbe estendere il progetto ad altre comunità, soprattutto quelle medio-piccole. Sono allo studio anche contenuti dedicati ad altre festività e la possibilità di creare un sito. «Vorremmo far crescere l’opuscolo e, se possibile, coinvolgere anche altre comunità», conclude Steinhaus.
L’opuscolo può essere scaricato in PDF a questo link: (clicca QUI)


