Mezzo secolo dopo la dittatura in Argentina: perché tanti desaparecidos erano ebrei
Ecco perché «fra i torturati e uccisi in Argentina sotto la giunta militare ci fu una percentuale molto alta di ebrei». L’antisemitismo storico dei militari argentini trovò facile preda nell’alto numero di ebrei in quegli anni fra gli intellettuali, i politici, gli universitari e i sindacalisti. Fra i 30mila desaparecidos vittime della cosiddetta «guerra sporca» scatenata dai militari al potere contro oppositori veri e potenziali si contano circa 3 mila ebrei. Levinas non dimentica di citare il silenzio di quegli anni della Daia, la Delegazione delle associazioni israelite argentine, l’istituzione che dal 1935 rappresenta la comunità ebraica locale. Un silenzio ottenuto dagli uomini di Videla anche con atti clamorosi come il rapimento nel 1977 di Marcos Resnizky, figlio maggiore del presidente della Daia, Nehemías Resnizky. Nel marzo del 2022, l’allora presidente Jorge Knoblovits, dichiarò che «durante gli anni della dittatura militare la nostra organizzazione ha commesso errori e sbagli che dobbiamo ammettere e, oggi in questa data così importante, ricordiamo gli ebrei scomparsi in quella tragica pagina della storia argentina. La Daia riconosce gli errori durante la dittatura. Siamo tutti dei sopravvissuti. Mai come durante la dittatura c’è stata tanta crudeltà nei confronti degli ebrei», aggiunse Knoblovits. «Tapparsi la bocca non deve mai essere un’opzione. Dobbiamo riportare la memoria al presente affinché in futuro non si ripeta più».
Quelli fra il 1976 e il 1983 furono anni spaventosi per gli ebrei argentini. E a Levinas, che subì due perquisizioni domiciliari e la distruzione della redazione della sua rivista El porteño, chiediamo se in molti lasciarono il Paese. Poiché il regime non era ufficialmente antisemita non c’erano restrizioni all’emigrazione per gli ebrei, almeno «non per quelli che non erano nel mirino della polizia». Così in molti cercarono riparo all’estero, «inclusi due dei miei fratelli che si rifugiarono negli Usa». Oggi, ci spiega il giornalista, gli ebrei argentini sono circa 250 mila, la metà rispetto agli anni Settanta. Attenzione però, aggiunge, l’esodo non fu solo di quegli anni: finita la dittatura decine di migliaia di ebrei argentini lasceranno il Paese negli anni a seguire a causa delle ricorrenti crisi economiche. E oggi si calcola che gli israeliani di origine argentina siano circa 80mila, 10mila dei quali immigrati a partire dal Duemila.
dan.mos.
(Nell’immagine, una manifestazione in memoria di alcuni desaparecidos, foto Wirestock Creators)
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