Bein HaMetzarim- Le tre settimane
di Rabbino Lord Jonathan Sacks zt”l
tradotto ed adattato da David Malamut
Le Tre Settimane
«L’ebraismo è una religione della memoria. Il verbo zachor ricorre ben 169 volte nel Tannakh. “Ricorda che sei stato straniero in Egitto”; “Ricorda i giorni antichi”; “Ricorda il settimo giorno per santificarlo”. Per gli ebrei, la memoria è un obbligo religioso.»
Il periodo noto come le “Tre Settimane” (chiamato in ebraico anche Bein ha-Metzarim – “fra le ristrettezze” o “giorni di angoscia“) è il momento più triste del calendario ebraico. Durante questo lasso di tempo si osservano usanze di lutto per commemorare la distruzione del Primo e del Secondo Tempio. Questo periodo di lutto di tre settimane ha inizio il diciassettesimo giorno del mese di Tammuz, con il digiuno di Shiva Asar B’Tammuz, e si conclude il nono giorno di Av, con il digiuno di Tisha B’Av.
SHIVA ASAR B’TAMMUZ
In questo giorno commemoriamo la prima breccia nelle mura di Gerusalemme, prima della distruzione del Secondo Tempio nell’anno 70 d.C. Secondo la Mishnah (Ta’anit 4, 6) ci furono altre quattro calamità storiche che si verificarono in questo giorno:
- Mosè spezzò le prime Tavole scendendo dal Sinai e vedendo gli Israeliti adorare il Vitello d’oro.
- L’offerta quotidiana di Tamid cessò di essere portata nel Tempio (durante il periodo del Primo Tempio).
- Un idolo fu eretto all’interno del Tempio (durante il periodo del Primo Tempio).
- Prima della rivolta di Bar Kochba, il comandante militare romano (ci sono coloro che dicono che fu un semplice soldato) di nome Apostomo bruciò un Sefer Torah.
Il digiuno del 17 di Tammuz inizia all’alba e termina al tramonto.
Regole e usanze del periodo delle “Tre Settimane”
Diverse comunità osservano usanze di lutto differenti durante questo periodo, che includono il divieto di: tagliarsi i capelli e radersi; ascoltare musica dal vivo; celebrare matrimoni o altre feste; nonché acquistare o indossare abiti nuovi. L’intensità del lutto aumenta dal primo giorno di Av fino a mezzogiorno del 10 di Av (periodo noto come i “Nove Giorni”); in questa fase, oltre alle restrizioni precedenti, non si indossano indumenti appena lavati e non si consumano carne né vino (fatta eccezione per lo Shabbat). Molti ebrei sefarditi osservano queste ulteriori restrizioni solo a partire dalla domenica precedente Tisha B’Av. Le “Tre Settimane” sono inoltre considerate un periodo infausto; pertanto, alcuni evitano con cura situazioni di pericolo, come nuotare, sottoporsi a interventi chirurgici importanti o intraprendere cause legali che potrebbero essere rimandate a dopo Tisha B’Av.
TISHA B’AV
Questo è il giorno più triste del calendario ebraico, in cui si commemora la distruzione sia del Primo che del Secondo Tempio. Secondo la Mishnah (Ta’anit 4, 6), in questo giorno della storia ebraica si verificarono i seguenti eventi tragici:
- I dodici esploratori inviati da Mosè a esplorare la Terra d’Israele fecero ritorno; dieci di esse portarono un resoconto negativo che portò i Figli d’Israele a vagare nel deserto per ulteriori quarant’anni, finché l’intera generazione non si fu estinta.
- Il Primo Tempio, costruito dal re Salomone, fu distrutto dal re babilonese Nabucodonosor nel 586 p.e.v. e la popolazione del Regno di Giudea fu mandata in esilio.
- Il Secondo Tempio fu distrutto dai Romani nel 70 e.v., causando la dispersione del popolo della Giudea e segnando l’inizio di un esilio durato duemila anni.
- La successiva sconfitta della rivolta di Bar Kokhba e la distruzione della città di Beitar, con l’uccisione di oltre 500.000 civili ebrei nel 135 e.v.
- Sempre nel 135 e.v., in seguito alla rivolta di Bar Kokhba, il comandante romano Turno Rufo fece arare il sito del Tempio e l’area circostante di Gerusalemme.
Il digiuno osservato a Tisha B’Av inizia al tramonto del giorno di 8 di Av, e dura 25 ore, fino al calare della notte del 9 di Av. Oltre a tutte le usanze dei “Nove Giorni”, Tisha B’Av condivide i cinque divieti di Yom Kippur, che sono:
- Divieto di mangiare o bere;
- Divieto di lavarsi o fare il bagno;
- Divieto di applicare creme o oli;
- Divieto di indossare scarpe di pelle;
- Divieto di rapporti coniugali.
Inoltre, vi sono diverse usanze di lutto associate a Tisha B’Av. Tra queste figurano: il consumo di un uovo sodo intinto nella cenere e di un pezzo di pane intinto nella cenere durante il pasto che precede il digiuno (seuda mafseket); l’astensione dallo studio della Torah (ad eccezione dei passi che trattano temi di lutto) fino a mezzogiorno del 9 di Av (a causa del piacere che tale studio procura); la rimozione della parochet (la tenda dell’Arca) e l’attenuazione delle luci nella sinagoga; e ci si siede su sgabelli bassi o per terra (come avviene durante la shivà) fino a mezzogiorno. Durante la funzione in sinagoga si leggono la Meghillat Eikhà (Lamentazioni) e speciali kinnot (poemi di lutto); è inoltre consuetudine non indossare i tefillin o il tallit durante la preghiera mattutina di Shacharit di Tisha B’Av, bensì durante quella pomeridiana di Minchà.


