UN MINUTO INSIEME – Commemorazione 7 ottobre, Verona
Nelle scorse ore le Comunità dell’ebraismo italiano si sono riunite in raccoglimento per ricordare le vite spezzate nei massacri del 7 ottobre 2023. Nell’occasione le sinagoghe di tutto il Paese si sono illuminate, mentre al loro interno le cerimonie si sono aperte con un minuto di silenzio alla base dell’iniziativa “Un minuto insieme” promossa dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane nel terzo anniversario del pogrom.
La Comunità ebraica veronese ha organizzato una cerimonia di commemorazione che si è svolta dalle 19:30 nella Sinagoga illuminata. Dopo la Tefilà di Ma’ariv David Malamut , Consigliere della Comunità Ebraica di Verona, ha pronunciato un discorso commemorativo:

Buonasera a tutti,
Ci sono date che non appartengono soltanto al calendario, m che si imprimono a fuoco nella memoria collettiva, dividendola storia in un prima e un dopo. Il 7 ottobre è una di queste date.
Oggi siamo qui riuniti non soltanto per adempiere a un dovere di memoria, ma per fermarci, riflettere e condividere un doloreprofondo di fronte a una tragedia che ha segnato la coscienza dell’umanità.
Il nostro pensiero va oggi al bilancio drammatico di quel giorno,in cui circa 1.200 persone hanno perso la vita in Israele. Tra diloro vi sono oltre 800 civili — famiglie, giovani, bambini, anziani strappati alla vita nelle loro case e durante un festival musicale— e circa 300 membri delle forze d’ordine e militari caduti per proteggere la popolazione. A queste vite si aggiunge lasofferenza delle centinaia di persone prese in ostaggio e il dolore lacerante delle loro famiglie.
Ricordare ciascuna di queste vittime significa restituire loro un nome, una dignità affinché la loro storia personale non siaridotta ad una cifra.
In questo periodo difficile, ci troviamo ad affrontare un’ulteriore battaglia che ci provoca continue ferite nell’animo: la ricerca e la difesa della verità. Viviamo in un momento in cui spesso i fatti vengono distorti, negati, manipolati o piegati alla propaganda. Vi invito cercare su internet quella che viene chiamata “l’asimmetria della stupidità – legge di Brandolini”.
Tucidide diceva: “La maggior parte della gente non si preoccupa di scoprire la verità, ma preferisce accettare la prima storia che sente”.
La disinformazione non solo cancella la memoria della sofferenza, ma finisce per giustificare l’ingiustificabile, relativizzando l’orrore e privando le vittime persino del diritto al riconoscimento del proprio dolore. Difendere la verità dei fatti non è un esercizio di parte, ma un dovere morale fondato sull’onestà intellettuale e sulla giustizia.
Parallelamente a questa perdita di verità, assistiamo con profonda preoccupazione a un fenomeno cupo e pervasivo:l’allarmante riaffiorare e intensificarsi dell’odio contro gli ebrei in tutto il mondo. Un odio che non si limita più al dibattitopolitico sul Medio Oriente, ma che colpisce indiscriminatamente le comunità ebraiche globali, le loro istituzioni, i singoli individui e perfino i giovani nelle scuole e nelle università.
Vedere riemergere stereotipi secolari, pregiudizi e aggressioni verso persone colpevoli solo di esser ebree ci ricorda che l’antisemitismo non è mai scomparso davvero, ma attendeva solo il pretesto per manifestarsi di nuovo.
Commemorare il 7 ottobre significa quindi fare una scelta precisa. Significa rifiutare la rassegnazione alla menzogna e al livore. Significa riaffermare che la difesa della dignità umana e la lotta a ogni forma di odio e antisemitismo sono la base imprescindibile di qualsiasi convivenza civile. Ci auguriamo che il ricordo di questa data diventi un richiamo costante al valore della verità, della giustizia e della tutela di ogni essere umano.
Possa il ricordo delle vittime essere una guida per la nostra coscienza. Grazie
Dopo il minuto di silenzio osservato contemporaneamente e in collegamento streaming dalle 21 Comunità ebraiche italiane nell’ambito dell’iniziativa “Un minuto, insieme”, promossa dall’UCEI, la cerimonia si è ufficialmente conclusa con la solenne preghiera dell’El Maleh Rachamim, “Dio pieno di misericordia”. A intonarla, in memoria delle vittime, è stato Angel Harkatz, nella versione adattata dal tenente colonnello Shai Abramson, cantore capo dell’IDF.
אל מלא רחמים לנרצחי התקפות החמאס והנופלים בקרבות
Adattamento, preparato da Tenente Colonelo, Shai Abramson, cantore capo dell’IDF



