pubblicato su Moked – Pagine Ebraiche
Dopo l’aggressione antisemita subita mercoledì pomeriggio da un rabbino in piazzale Bande Nere, la Comunità ebraica di Milano chiede alla città una risposta chiara e una maggiore vicinanza. «Il rabbino sta bene, ma è ancora sotto shock», spiega a Pagine Ebraiche il presidente della Comunità, Walker Meghnagi.
«Abbiamo aumentato il livello di sicurezza all’interno della nostra Comunità. Le forze dell’ordine sono bravissime e, infatti, hanno subito rintracciato i responsabili dell’aggressione. Devo però dire che a Milano la situazione è molto peggiore rispetto ad altre città», sottolinea Meghnagi.
Per il presidente, il rabbino «non è stato aggredito per portargli via il portafoglio, ma soltanto perché ebreo. È stata un’aggressione a sfondo razziale». Da qui l’appello alla «maggioranza silenziosa» affinché faccia sentire la propria voce: «Chiediamo maggiore vicinanza alla città di Milano e a tutta la cittadinanza».
Meghnagi sollecita inoltre «maggiore rigidità da parte della magistratura» e l’approvazione del disegno di legge contro l’antisemitismo in discussione in parlamento. Infine richiama le responsabilità della politica e dell’informazione: «Basta con le notizie false, con gli attacchi contro ebrei e sionisti e con le distorsioni su Israele: confondono le acque e alimentano questo clima d’odio».
La condanna della presidente del Consiglio comunale
«L’aggressione al rabbino è un fatto inqualificabile, vergognoso e da condannare con fermezza. Non ci sono altre parole», afferma a Pagine Ebraiche la presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi. «È un episodio grave, che non fa bene a Milano, perché questa non è una città antisemita e ogni accadimento di questo tipo va respinto con forza. Al rabbino va tutta la mia solidarietà».
Buscemi giudica «inammissibile che cittadine e cittadini di Milano, e non solo, possano sentirsi insicuri nelle loro città, nei quartieri in cui abitano o che frequentano, per via del loro credo. Nello specifico, non possiamo accettare che qualcuno possa sentirsi insicuro perché di fede ebraica». Nella sua funzione istituzionale e politica, ricorda, «ho sempre collaborato con la Comunità ebraica e ho sempre manifestato vicinanza e solidarietà nei momenti difficili».
La presidente richiama il lavoro della Commissione consiliare contro l’odio e del Tavolo su questo tema costituitosi mercoledì 16 settembre. «La Commissione e il Tavolo sono strumenti di analisi e sensibilizzazione con una loro valenza politica e sociale. Ovviamente non bastano: devono essere accompagnati da azioni di tutte le istituzioni, locali, regionali e nazionali». Il nuovo organismo, spiega Buscemi, avrà «una funzione più operativa» e riunisce l’Osservatorio Vox, il Memoriale della Shoah, la Rete nazionale per il contrasto al linguaggio e alle azioni d’odio, Gariwo e gli atenei milanesi. «Il gruppo è già al lavoro per arrivare a un manifesto di Milano contro l’odio e avviare iniziative di prevenzione nelle scuole e non solo».
Alla domanda sul pericolo che l’ostilità verso Israele si traduca in ostilità contro gli ebrei milanesi, Buscemi risponde: «Purtroppo, credo che in alcuni casi sia già così. Non tutti riescono a distinguere la legittima, e condivisibile, critica all’azione del governo Netanyahu dall’appartenenza a un credo religioso. È un processo difficile da disinnescare e per questo bisogna impegnarsi molto». La presidente poi aggiunge: «Personalmente, mi auguro che israeliani diano un forte segnale il prossimo autunno con le elezioni del Parlamento nazionale».
Nigris: «Contrastare il clima di deumanizzazione»
Per Elisabetta Nigris, presidente della Commissione speciale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio del Comune di Milano, l’aggressione antisemita è innanzitutto «un episodio vergognoso, da condannare senza se e senza ma» e rappresenta uno «dei molti segnali di un clima di deumanizzazione nelle relazioni interpersonali e politiche in cui vivono la città e l’intero Paese».
La questione della sicurezza, sottolinea Nigris, docente di Didattica generale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, riguarda in modo particolare «le categorie rese più vulnerabili», al centro del lavoro della Commissione. «La città va accompagnata in tutti i modi verso una maggiore sensibilizzazione, affinché sappia reagire e contrastare ogni episodio di violenza legato alle intolleranze religiose, culturali e di genere». Un impegno da condurre in collaborazione con le istituzioni locali, regionali e nazionali, ma nel quale anche la politica deve assumersi le proprie responsabilità: «Deve impegnarsi per evitare ogni forma di istigazione all’odio».
Secondo Nigris, la partecipazione al Tavolo delle realtà associative, culturali e accademiche milanesi dimostra come «le migliori energie presenti nella città siano state messe a disposizione per affrontare questo clima di polarizzazione e disumanizzazione, capace poi di istigare vere e proprie azioni violente». Sono allo studio interventi concreti di sensibilizzazione e prevenzione contro tutte le forme d’intolleranza, con particolare attenzione «all’odio religioso e alla misoginia», indicati dai dati dell’Osservatorio Vox tra i fenomeni più diffusi.
«È importante distinguere sempre l’azione dei governi, e le conseguenti critiche, dalla vita dei singoli cittadini e dal rispetto di tutte le idee, religioni e scelte personali», aggiunge la presidente della Commissione in riferimento all’ostilità a Israele e al suo tradursi in attacchi contro la Comunità ebraica. «Le critiche al governo Netanyahu non hanno a che vedere con le appartenenze religiose. Anche all’interno della società israeliana esistono posizioni politiche diverse e il rispetto della Comunità ebraica non può essere messo in discussione dalle politiche governative». l clima internazionale e le tragedie provocate dalle guerre, conclude Nigris, «non facilitano questo processo di analisi e distinzione, sul quale la politica deve impegnarsi e lavoreranno anche le iniziative del Tavolo».
I messaggi di solidarietà e la richiesta a Palazzo Marino
Tanti e trasversali i messaggi di solidarietà inviati alla Comunità. Tra gli altri, quello dell’imam Yahya Pallavicini della moschea centrale al-Wahid di Milano, che ha espresso la vicinanza della Coreis «al Rabbinato e alla Comunità ebraica di Milano contro la vile aggressione» e si è congratulato con le forze dell’ordine «per il pronto intervento e l’arresto degli aggressori».
Il consigliere comunale di Azione, Daniele Nahum, iscritto alla Comunità ebraica milanese, ha annunciato un’iniziativa a Palazzo Marino: «Milano deve dare un segnale chiaro e inequivocabile. Per questo chiederò la convocazione di un Consiglio comunale straordinario dedicato all’antisemitismo».
Daniel Reichel



