Resistenti Ebrei d’Italia- Presentata la II parte

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Martedì 18 Aprile presso il CDEC ( Fondazione Centro di documentazione Ebraica Contemporanea) è stata presentata la seconda parte del progetto  Resistenti Ebrei d’Italia. Il direttore del CDEC , Gadi Luzzato Voghera ha presentato la ricerca storica che è ancora in divenire.  Questo progetto, sottolinea Luzzato Voghera è stato possibile grazie principalmente al supporto economico di istituzioni come l’Ambasciata di Germania in Italia e il e il Bolton Group. Altri hanno supportato il Progetto e tra questi la Comunità Ebraica di Verona ha dato un piccolo contributo. Il progetto gode del patrocinio di UCEI e Archivio Centrale dello Stato.

Il Console Generale Aggiunto di Germania Tatjana Olivieri Schenke ha rivolto il suo saluto ai presenti ed ha ricordato che “dopo la II Guerra Mondiale in Germania ci è voluto parecchio tempo per riconoscere la  responsabilità della Shoah e degli altri crimini commessi dal nazionalsocialismo e tutt’ora è un processo ancora in corso. La ricerca di Liliana Picciotto è un altro prezioso contributo alla cultura della memoria comune Italo-Tedesca.”

Dialoga con Lilliana Picciotto (Storica del CDEC e capo del progetto) Mario Calabresi  ( giornalista e scrittore) 

Lilliana ha ricostruito 340 vite ed esistenze ma non siamo nemmeno a metà del progetto  manca ancora il nord Italia. Tutto la ricerca è consultabile sul portale appositamente creato –  https://resistentiebrei.cdec.it

Questo pluriennale progetto riprende uno dei primi temi di interesse della Fondazione CDEC che già dal 1955 si adoperò per raccogliere documenti e testimonianze sulla partecipazione ebraica alla Resistenza. Vicende per lo più sconosciute, ma indispensabili per ricostruire il ruolo degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale, non solo vittime ma anche protagonisti della resistenza al nazismo e al fascismo. Poi negli anni questa ricerca è stata abbandonata negli anni ‘ 70 la ricerca si è concentrata  sugli scomparsi ed è stato Pubblicato Il libro della Memoria. Una ricerca durata venti anni che ha messo nero su bianco le responsabilità  per gli arresti e le deportazioni in questo Paese rivelando che metà degli arresti furono eseguiti da italiani e non dai tedeschi. “

“Parliamo di questo progetto: in tutta la narrazione della Resistenza mancano completamente i riferimenti ai Resistenti Ebrei. Gli Ebrei esistono solo in qualità di vittime e ciò si ripete ogni 27 Gennaio. Scopo principale di questa ricerca è evidenziare il ruolo non secondario degli Ebrei nella Resistenza. Si intende qui per Resistenza sia la partecipazione al movimento partigiano vero e proprio, sia la Resistenza civile in tutte le sue declinazioni: soccorso individuale o organizzato agli ebrei in pericolo, oppure atti di particolare coraggio volto alla salvaguardia e alla salvezza di altre persone. Sono inclusi anche coloro che, trovandosi fuori d’Italia, hanno partecipato alla Resistenza operando, da volontari, in favore dei servizi segreti britannici o americani impegnati in Italia, così come i volontari nei Gruppi di Combattimento del Corpo Italiano di Liberazione”.

L’età media dei partigiani non ebrei è tra i 18 e 25 anni , i partigiani Ebrei invece risultano avere età diverse e più elevate ,l a maggior parte intorno ai 30-35 anni. Vi erano comunque anche tanti ragazzini e donne.

Lilliana Picciotto ripercorre la vicenda di Franco Cesana il più giovane partigiano d’Italia. Non aveva ancora compiuto i 13 anni e per potersi unire ai Partigiani mentì e dichiarò di avere 16 anni. Ci racconta anche di Lea Loewenwirth e Giuseppe Levi e Mario Finzi. Le schede di tutti sono consultabili sul portale.

Si parla di Resistenti e non di Partigiani, spiega Picciotto, perché stiamo parlando di autodifesa non armata. Ricordiamo in particolare la funzione straordinaria svolta dalle “staffette” che portavano ordini e informazioni. Senza quelle donne e ragazzini la Resistenza non avrebbe potuto esistere.

A conclusione dell’incontro si fa riferimento alla prossima tappa del Progetto. Si spera di poter concludere la ricerca nel 2024 ed entro il 2025 pubblicare un libro sulla Resistenza che comprenda tutte le Regioni. 

 

credits immagine : Bet magazine Mosaico

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