L’atto dei padri è un segno per i figli- Parashat Miketz

 In Dall'Ufficio Rabbinico, Parashà della Settimana

Buongiorno chaverim

Soldati

Vorrei dedicare la seguente riflessione alle anime delle persone che hanno perso la loro vita combattendo per il popolo di Israele – sette studenti ed ex studenti della yeshivat Hesder di Yeruham, nella quale ho studiato Torah anch’io tempo fa – Elisha Levinshtern, Ariel Eliyahu, Ynon Flaishman, Eitan Dov Rosenzweig , Eitan Fish, Yedidya Shinkelovsky e Gidon Ilani, nonché a Gal Ayzenkot, figlio del ministro Gadi Ayzenkot, L’ex capo di stato maggiore di Tzahal (IDF) che era il comandante della mia brigata, la brigata Golani, durante il mio servizio militare.
Sia benedetta la loro memoria

I saggi dicono nel Midrash: “L’atto dei padri è un segno per i figli”. Nella nostra Parasha, Miketz, possiamo vederlo in modo significativo. Yosef, il sognatore – subisce tante cadute nel cammino verso la realizzazione del suo sogno – viene gettato in una fossa, venduto agli Ismaeliti, lavora come servitore in casa di Potifar, viene incarcerato in prigione, e anche lì quando si è aperta una porta alla speranza, dovrà aspettare altri due anni prima di uscire da lì. Nella nostra parasha finalmente realizza quasi in pieno il suo sogno: diventa viceré d’Egitto, e i suoi fratelli vengono e si inchinano davanti a lui. Capisce dopo tutto quello che ha passato che questo è un potere spirituale che proviene da Hashem e con esso la responsabilità.

Eppure, anche nella nostra Parasha tutto si complica. le difficoltà derivati dai traumi subiti durante l’infanzia risalgono e vengono a galla, in una tragedia che minaccia di fare a pezzi la famiglia, la Casa di Israele e la visione spirituale. Dobbiamo aspettare la prossima Parasha e la leadership di Yehuda per raggiungere la realizzazione del sogno in pace.

Anche noi, come popolo di Israele, abbiamo attraversato la distruzione di due Templi, 2000 anni di esilio, continue difficoltà e sofferenze. Pensavamo di aver realizzato il nostro sogno, ma ancora ogni volta sorgono enormi difficoltà in patria e all’estero. Ma come Yosef e i suoi fratelli, siamo credenti, figli di credenti, e abbiamo la certezza che la salvezza di Hashem arriverà. E dobbiamo continuare a credere e ad agire.
Con una preghiera per la liberazione di tutti gli ostaggi, per la protezione dei nostri soldati, la sottomissione dei Chamas e la pace che arriverà presto ! Shabbat Shalom

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