TEMPO DI GUERRA- La mia esperienza e il mio servizio

 In Notizie Comunità

Rabbino Tomer Corinaldi

10-10-2023

Pet1Sono stato al Mar Morto in uno degli Hotel dove sono stati portati decine di migliaia di profughi dal Sud di Israele costretti a lasciare le loro case, fino alla fine della guerra, perché si trovavano nel raggio d’azione dell’artiglieria di Hamas. Molti i rifugiati anche a Eilat, Gerusalemme e in altri luoghi del Paese.

Ho dato sostegno emotivo e morale alle famiglie e ai bambini e sono stato un membro volontario dell’équipe della scuola temporanea creata per i bambini della città di Sderot, una città di 35.000 abitanti molto vicina alla Striscia di Gaza.
Ho creato un angolo degli animali per i bambini all’interno della scuola, grazie alla mia formazione come assistente sociale ed esperto in Pet Therapy ( terapia con animali domestici)

Pet2Gli abitanti di Sderot, e soprattutto i bambini, soffrono da quasi 20 anni a causa dei bombardamenti intermittenti e del lancio di razzi da parte di Hamas. Nel pogrom del 7 ottobre scorso sono stati assassinati dozzine di residenti locali, alcuni dei quali nelle loro case, così come 15 pensionati che erano sull’autobus, diretti a una gita.

Naturalmente i residenti di Sderot conoscono i loro vicini o comunque i loro concittadini assassinati durante l’attacco terroristico.
La paura, lo shock e il trauma sono grandi e ci vorrà molto tempo prima che i cittadini li superino. Lo Stato cerca di aiutare e prendersi cura di tutte queste persone ma ovviamente il processo di guarigione è molto complesso e tutt’altro che semplice considerando che l’elaborazione di un tale evento traumatico e luttuoso rappresenta un totale capovolgimento della vita normale e ci sarà sempre un prima ed un dopo il 7-10 . Le persone non hanno più una casa né un lavoro ed il futuro è incerto e difficile.

Ho incontrato personalmente bambini e famiglie di Sderot, e anche del Kibbutzim Beeri e Magen e della città di Ofakim.

Ho individuato tre gruppi di persone :
Le Famiglie direttamente colpite da omicidi, lesioni, rapimenti.
Le Persone coinvolte nell’incidente ma che non sono state ferite personalmente, così come gli amici intimi delle vittime.
E infine tutta la popolazione del Sud (ma anche del Nord) costretta a lasciare le proprie case per un periodo di tempo indeterminato come profugo, cosa che ha un effetto pratico e psicologico significativo.

La mia impressione è che le persone siano ancora scioccate da quello che è successo e stiano ancora cercando di elaborare la dura prova che stanno attraversato. Stanno cercando di creare una sorta di routine in tutta questa realtà confusa. E molti mi hanno detto che se Hamas non verrà eliminato, non torneranno a vivere nelle loro case, il che è del tutto comprensibile e ovviamente ha un effetto decisivo sulla situazione.

Nella nostra scuola c’era una ragazzina la cui sorella è stata uccisa in quel maledetto pogrom. C’erano famiglie che dovettero nascondersi per molte ore in preda al terrore nella stanza sicura, sentendo la guerra in corso fuori e pregando che i terroristi, arrivati a migliaia, non li raggiungessero.
Desidero condividere con voi un momento che mi ha particolarmente toccato. Una bambina di 8 anni di nome Noa che ha preso in mano un criceto, lo ha accarezzato e ha iniziato a piangere. Quando le ho chiesto perché piangeva, ha detto che la sua casa era stata bombardata e colpita da colpi di mortaio. Lei e la sua famiglia erano in una stanza sicura, ma il criceto è rimasto nella sua gabbia, sepolto sotto le macerie, e le mancava. Questa è solo una storia umana tra le altre storie che ho incontrato tra le decine di migliaia di altre storie di persone che vivono all’ombra del terrorismo. Questa è una realtà verso la quale Israele purtroppo è tollerante da anni. Posso aggiungere e dire che oggi in Israele vi è consenso sul fatto che si sia trattato di un errore. Non esiste destra e sinistra. Tutti sono uniti nell’opinione che Hamas debba essere distrutto. Nel mondo, purtroppo, c’è molta ignoranza sull’argomento. Non dobbiamo accettare la realtà della vita all’ombra del terrorismo, soprattutto della jihad. La tolleranza del terrorismo è interpretata come debolezza e invita a più terrorismo. Per loro, la distruzione di Israele fa parte di un piano globale di guerra del Jihad che raggiunge anche il mondo occidentale.

Tra il tanto dolore e frustrazione la gente vede un lato positivo nella solidarietà e aiuto reciproco di tutti gli abitanti di Israele. Molte persone si offrono volontarie per aiutare in ogni modo possibile. Le persone offrono cibo, vestiti, sostegno fisico ed emotivo, attività ricreative e arricchimento. Anche qui nella scuola gran parte del personale è costituito da volontari che aiutano gli insegnanti e i membri del personale venuti appositamente per questo scopo e missione. La gente dice che il calore e il sostegno del popolo israeliano li aiuta ad affrontare le difficoltà, la paura e il dolore. C’è un grande abbraccio reciproco da parte della nostra gente. Ci sentiamo come una grande Famiglia

Questa è anche la chiave della nostra vittoria su Hamas e l’Iran. Lo spirito, l’amore. Loro sono pieni di odio. E noi siamo pieni d’amore. Loro santificano la morte nel nome della Jihad. Mentre noi santifichiamo la vita. Le persone qui vogliono riprendersi e vivere. Giocare, imparare, sviluppare, amare. Pertanto siamo ottimisti e crediamo che vinceremo con l’aiuto di Dio 💪🇮🇱

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