YOM KIPPUR

 In Festività

“E nel decimo giorno del settimo mese umilierete le vostre persone e non farete alcuna opera creativa poiché è il giorno delle espiazioni” (Numeri 23,27).

Con questo versetto la Torà sancisce il giorno considerato più sacro dell’anno: Yom Kippur. Cade il decimo giorno del mese di Tishrì e segue di dieci giorni il Capodanno. È chiamato “Giorno dell’Espiazione” ossia il giorno in cui tutti gli ebrei fanno un digiuno di oltre ventiquattro ore, per espiare le colpe commesse durante l’anno appena trascorso. La giornata viene interamente trascorsa nelle Sinagoghe, dove vengono recitate lunghe ed austere preghiere. All’interno di esse si trovano le “Selichot” particolari preghiere in cui si richiede all’Eterno oltre che il perdono, anche ogni tipo di necessità, morale, spirituale e materiale. Le preghiere che soltanto in questo giorno sono cinque (a differenza degli altri giorni solenni che sono quattro e dei giorni feriali, tre), culminano tutte con il “Viddui”, una sorta di poesia liturgica in cui vengono elencate, in ordine alfabetico, tutte le possibili colpe che un uomo possa commettere nei confronti del proprio prossimo. È infatti molto importante riconciliarsi con il prossimo, in quanto la nostra vita è sempre in funzione dell’operato nei confronti di esso. La caratteristica della confessione nella tradizione ebraica è quella, non di avere un “trait d’union” che possa avvicinare al Signore il nostro pentimento ed intercedere per noi, bensì direttamente tra l’uomo e Dio. La caratteristica del “Viddui” è quella di essere composto in prima persona plurale, in modo che, anche chi non ha commesso una determinata colpa, può aggiungere qualcosa in più per far perdonare chi l’ha invece commessa. Al termine del digiuno viene suonato lo “Shofar”, il corno di montone, per annunciare al popolo, riunito in Sinagoga sin dalle prime ore del mattino, che le preghiere e il digiuno sono stati graditi e che esso è stato perdonato dal Signore.

(Testo a cura di rav Alberto Sermoneta, Rabbino Capo Comunità Ebraica di Venezia)

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