Yitrò, il primo gher: cosa lo ha spinto ad unirsi al Popolo Ebraico?

 In Dall'Ufficio Rabbinico, Parashà della Settimana

Commento di Rav Corinaldi

La parashà di Yitrò è quella in cui leggiamo i Dieci Comandamenti. Come abbiamo già detto più volte, il nome della parashà non è casuale: esprime una sua profonda essenza.
È molto significativo che la parashà in cui viene data la Torà porti il nome di Yitrò, che è il primo gher menzionato nella Torà. Forse vi è qui un richiamo alle parole del Talmud, nel trattato Shabbat (146a), secondo cui le anime dei gherim erano presenti al momento del dono della Torà sul monte Sinai.
Secondo il Midrash, il legame dei gherim con il popolo ebraico è un legame profondo, che li rende parte del popolo d’Israele ancora prima che la Torà fosse data. Forse è anche per questo che Yitrò ha meritato che una parashà così centrale e fondamentale porti il suo nome.
Sul versetto “Yitrò udì”, la Mekhiltà di Rabbi Ishmael riporta tre opinioni su ciò che egli udì:
secondo Rabbi Yehoshua, Yitrò udì della guerra contro Amalek, menzionata alla fine della parashà precedente;
secondo Rabbi Elazar ha-Moda‘i, udì del dono della Torà;
secondo Rabbi Eliezer, udì del miracolo dell’apertura del Mar Rosso.
In questo straordinario Midrash possiamo vedere un archetipo delle diverse tipologie di gherim che, nel corso dei millenni, si sono uniti al popolo ebraico, rendendolo ricco e variegato dal punto di vista culturale ed etnico.
Il primo tipo è rappresentato da coloro che si avvicinano proprio a partire dall’antisemitismo e dall’odio verso il popolo ebraico, quell’“Amalek” che esiste in ogni generazione. È un fenomeno a cui ho assistito personalmente negli ultimi anni: l’odio suscita in loro un profondo senso di identificazione e il desiderio di unirsi al popolo ebraico.
Il secondo tipo è costituito da chi è alla ricerca di un significato spirituale profondo e lo trova nel dono della Torà. La Torà è stata data al popolo d’Israele, ma il suo messaggio è universale e si rivolge a tutta l’umanità. Yitrò, come molti altri nel corso della storia, ha ascoltato – ed è venuto.
Il terzo tipo simboleggia il legame con il miracolo: l’apertura del Mar Rosso, il più grande dei miracoli, in cui Hashem altera l’ordine della creazione, simbolo più di ogni altro della Provvidenza divina sul popolo d’Israele. C’è chi si sente attratto proprio da questa dimensione della Provvidenza: la storia straordinaria di un popolo millenario che sopravvive contro ogni previsione e riesce a influenzare il mondo ben oltre le sue dimensioni. E, in questo contesto, anche il meraviglioso ritorno a Sion e la rinascita degli ultimi 150 anni circa continuano senza dubbio ad attrarre molte anime verso il popolo ebraico.

C’è chi ascolta la Torà, chi ascolta la Provvidenza e chi ascolta un’identificazione nel dolore; c’è chi ascolta voci diverse – e proprio così, come Yitrò, trova la propria strada verso il monte e verso il popolo d’Israele.
Shabbat shalom ✨

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