Un titolo inappropriato nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria 2026
Conferenza: “Gaza e il conflitto Israelo-palestinese”
con Arturo Marzano (Università di Pisa) e Renato Camurri (Università di Verona ) –
Considerazioni della Presidente Anna Kaufman
Verona 21 gennaio 2026
Il titolo della Conferenza proposta dall’Università nell’ambito del Programma iniziative per il Giorno della Memoria 2026, è stata all’origine di una serie di polemiche, prima fra tutte, la coerenza del tema con la Giornata della Memoria, voluta con la legge 211/2000 in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
Premetto che da parte della Comunità Ebraica di Verona già era stato fatto presente al Comune di Verona che l’inserimento di una conferenza con tale titolo nel programma delle manifestazioni per il Giorno della Memoria era assolatamente inopportuno e totalmente fuori contesto.
La conoscenza consente di capire e distinguere, per questo ho deciso di assistere alla conferenza. In particolare, volevo comprendere le motivazioni e i sentimenti di una scelta così azzardata per tempi e modi.
Alla base di una scelta così diretta dell’Università queste le motivazioni esposte:
-la presa di coscienza delle grandi trasformazioni geopolitiche in cui ci troviamo e di cui non sono chiari gli esiti, la violazione del diritto internazionale e la caduta di tutti i riferimenti fondamentali costruiti dopo il 1948.
-la consapevolezza che l’attacco ai principi democratici chiama l’Università – in quanto spazio nel quale convivono multiculturalità e persone di religione diversa- a confrontarsi, riflettere, criticare e comprendere come trasmettere il senso della ricorrenza;
-la crisi del Giorno della Memoria impone la necessitò, dopo 25 anni, di interrogarsi sulla retorica celebrativa e la liturgia auto riparativa che ha condotto ad un eccesso di eventi che mirano più all’aspetto emotivo, che alla effettiva conoscenza storica dei fatti, con il rischio che le commemorazioni diventino rituali vuoti e scollegati dalla comprensione profonda di ciò che è stato;
-il confronto con altre memorie ed il rischio che la Shoah (come genocidio programmato) venga equiparato ad altri crimini contro l’umanità ed altre tragedie che per eventi storici, natura e contesto sono diversi.
-l’esplosione dell’antisemitismo legato all’uso del linguaggio, alle nuove tecnologie, alla manipolazione mediatica e all’emergere di nuove culture legate alla razza e ai nazionalismi, impone di affrontare l’antisemitismo in modo ampio, ed affida agli storici il compito di fare una pulizia semantica, per rompere una polarizzazione che non consente il diritto di critica.
Conclusa questa prima parte a cura del prof. Renato Camurri, il dialogo è proseguito con il prof. Arturo Marzano, esperto della storia del sionismo, dello Stato di Israele, del conflitto israelo-palestinese e dei rapporti tra Europa e Medioriente.
Arturo Marzano ha ricostruito per grandi periodi storici la vicenda della Striscia di Gaza dalla fine dell’Ottocento ad oggi, bypassando pregiudizi e semplificazioni ideologiche, ha voluto ricordare come Gaza, un tempo oasi fertile del Medioriente, non possa essere identificata esclusivamente con la desolazione e la distruzione, ma sia giunto il tempo di affidarsi alla storia e ricomporre una vicenda che non è solo politica e militare, ma è anche culturale, demografica, sociale ed economica.
Gli argomenti trattati sono stati di grande interesse, scevri da pregiudizi o accenni antisemiti.
Tuttavia, forse per la mancanza di tempo e per la complessità dei temi trattati, è risultato difficile collegare la seconda parte della conferenza, pur interessantissima per spunti e riferimenti, con lo spirito della Giornata della Memoria.
Due ulteriori conferenze di approfondimento promosse dall’Università: il 26 gennaio in Società Letteraria “, Primo Levi l’ebraismo e Israele”, e al Polo Zanotto “il Vocabolario della memoria” , dedicato ad alcune parole chiavi per la comprensione consapevole delle vicende del Novecento, potranno aiutare a comprendere un ragionamento complesso volto mantenere viva la rilevanza e il significato della Giornata della Memoria, in un mondo che cambia nel quale la memoria della Shoah corre il rischio di essere strumentalizzata o banalizzata.
Anna Kaufman
Presidente Comunità Ebraica di Verona
Verona, 21 gennaio 2026



