ROMA – Una piazza “a testa alta” contro l’odio antisemita
Le testimonianze della politica sono state inaugurate da Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia. «Sono abituato a confronti aspri con gli avversari politici. Stasera vorrei evitare, portando solidarietà a una persona con cui in Parlamento mi sono scontrato tanto: Emanuele Fiano. Reputo vergognoso che gli sia stato impedito di parlare. Non condivido le sue idee, ma ha il diritto di esprimerle», ha affermato il parlamentare di FdI, alludendo ai fatti degli scorsi giorni all’università Ca’ Foscari di Venezia. Secondo Donzelli, «non farlo parlare perché ebreo è pericolosissimo per la tenuta democratica e per la libertà di tutti noi». Da sinistra Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo in area Pd, ha ricordato che «la lotta per la libertà e le libertà non è mai un fatto privato» ma una condivisione di responsabilità e impegno. Nel denunciare il «profondo antisemitismo» strisciante anche in Italia, Picierno si è detta dispiaciuta nel non vedere tra i simboli delle forze che hanno aderito all’iniziativa «quello del mio partito, perché sono figlia di una cultura politica e di una storia che si è nutrita dei racconti di Elie Wiesel, Giorgio Napolitano e Liliana Segre». Uno dei giornalisti più applauditi è stato Pierluigi Battista, già vicedirettore del Corriere della Sera. «Noi sappiamo che ci sono sempre stati gli antisemiti, ma non sapevamo che la cultura democratica avrebbe conosciuto, dopo il 7 ottobre, la sua disfatta culturale. Se non c’è indignazione su questo vuol dire che qualcosa di profondo si è rotto», ha affermato. La storica e giornalista Lucetta Scaraffia ha parlato di «fallimento totale» del Giorno della Memoria e lanciato in questo senso la proposta di «un anno di sospensione» di attività attorno al 27 gennaio in segno di protesta.
Adam Smulevich
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