Riflessioni sui giorni conclusivi della festa di Pesach

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5 Riflessioni sulla festa che entrerà  questa  stasera

1. Questa sera inizia il “Settimo giorno di Pesach”. Tutti sanno che nel primo giorno di Pesach si celebra il momento dell’uscita dall’Egitto. Ebbene, nel settimo, si celebra cio` che avviene dopo una settimana: il popolo di Israele arriva al Mar Rosso e le acque si dividono! Apparentemente, la situazione degli Israeliti sembrava disperata: gli egiziani li inseguivano e davanti a loro c’era il mare. Il popolo grida, e D-o risponde: “E il Signore disse a Mosè: perché gridi a Me? Parla ai figli d’Israele e che si mettano in cammino”. Nachshon ben Amminadav entrò nel mare, e D-o separo` le acque . Il popolo attraversò all’asciutto, mentre gli egiziani annegarono. Qui c’è un messaggio di speranza per ogni persona, in ogni situazione, anche quando tutto sembra perduto.

2. Ecco alcune delle regole di questa giornata: all’ingresso della festa si accendono le candele del giorno festivo. La sera e il giorno seguente si consumano dei pasti festivi, si recita il Kiddush della festa, si mangia pane azzimo (matzot), e nella preghiera e nella benedizione dopo il pasto si aggiungono le parti speciali di Pesach (“Ya’aleh VeYavo”, i salmi dell’Hallel). In alcune comunità si usa recitare “Yizkor” in memoria dei propri cari. Prima della fine della festa, esiste una tradizione chassidica di fare il “pasto del Messia”, in attesa della redenzione completa.

3. Durante la festa si legge nella Torah la “ Cantica del Mare”, cantata dal popolo d’Israele in segno di gratitudine dopo l’apertura del Mar Rosso. Notate: non celebriamo solo l’apertura del mare, ma anche la nostra reazione positiva. Di fronte alle difficoltà e alle sfide, erano tanti quelli che si lamentavano, volevano tornare in Egitto e non avevano fiducia. Ma , dopo l’apertura delle acque, il popolo cantò un canto pieno di fede e di gioia, che è stato inserito anche nella liturgia quotidiana della preghiera del mattino.

4. In molti testi si parla della preghiera speciale di questo giorno: ognuno è invitato a leggere la cantica del mare (alcuni lo fanno a mezzanotte) e a pregare durante la festa per una “apertura del Mar Rosso”, personale e collettiva, in ogni ambito. Immaginare davvero noi stessi mentre attraversiamo il mare, lasciando dietro di noi tutti i nemici e le difficoltà che affondano. D-o ci guida verso il bene, e chiediamo di vedere una simile svolta ai nostri giorni, con i nostri occhi.

5. Alla fine della festa, mercoledì sera (in Israele) – molte comunita` partecipano al rito della Mimuna. Per tutti, comunque, dopo una settimana di matzot e` lecito tornare a consumare cibi lievitati. Fuori da Israele, la festa dura due giorni, seguiti dallo Shabbat.

Che ognuno di noi possa meritare, con l’aiuto di D-o, la nostra personale “apertura del Mar Rosso”.
Buona festa!
Sivan Rahav Meir

 

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