Proiettato al Senato il documentario sul Nova Festival: «Indispensabile per capire»
“We Will Dance Again” è entrato al Senato «ma è un orrore cancellato oggi dalle immagini televisive, dai talk show, dalle università, dalle scuole, dalla maggior parte dei media», ha affermato Stefano Parisi, il presidente di Setteottobre. «Nessuna rete televisiva è stata finora disponibile a trasmetterlo, nessuna scuola e università a proiettarlo, ma continueremo a provare». Secondo Parisi, «l’odio che ha generato la Shoah è ancora vivo e attraverso l’Islam radicale penetra nella nostra opinione pubblica, coccolato da certa politica e rilanciato da alcuni media», con il risultato che molti giovani «si stanno facendo bruciare il cervello dalla propaganda». Per Maurizio Molinari, intervenuto al termine della proiezione, i motivi per i quali il lavoro di Mozer è fondamentale sono tre. Il primo «è l’aver usato la stessa metodologia di Claude Lanzmann per raccontare la Shoah, cioè attraverso le testimonianze delle vittime». Il secondo è che «mai prima nella storia abbiamo avuto la possibilità di capire cosa è un pogrom» dal di dentro e quindi anche attraverso la prospettiva dei carnefici. E come «i nazisti ridevano uccidendo gli ebrei», così i terroristi di Hamas «ridevano uccidendo le loro vittime: la capacità del male di sorridere davanti alla morte viene dalla notte della storia dell’antisemitismo». La terza ragione, ha detto il giornalista, «è che per tutti noi e per le generazioni che verranno è indispensabile sentire la sofferenza, perché l’odio antisemita si rigenera quando non c’è empatia». Hanno concluso l’evento le parole di Meghnagi, che nei massacri del 7 ottobre ha perso una nipote: «Ho già visto questo documentario tre volte, continuerò a vederlo. Tutti voi avete la stessa missione da portare avanti con amici, conoscenti, datori di lavoro, figli e genitori».
a.s.
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