La lezione di Caino – Parshat Bereshit 5786
di Rav Shmuel Rabinowitz, Rabbino del Kotel e luoghi sacri in Israele
tradotto ed adattato da David Malamut
La Parashat Bereshit racconta dei primi due figli nati in questo mondo. Caino e Abele erano figli di Adamo, il primo uomo, creato dalle mani di Dio, e insieme si avventurarono nel nuovo mondo che si era appena formato – una creazione nuova e piena di promesse, tutte destinate a loro. Caino, secondo il racconto, preferì concentrarsi su ciò che suo fratello Abele aveva e non aveva, invece di apprezzare ciò che possedeva lui stesso.
La Torah ci dice che i due fratelli, Caino, il maggiore, l’agricoltore, e Abele, il pastore, portarono ciascuno un’offerta a Dio dai frutti del loro lavoro. Caino portò un’offerta di qualità inferiore, come spiega Rashi a nome dei nostri saggi, mentre Abele portò “dai primogeniti del suo gregge e dalle loro parti più scelte“, ovvero il meglio che aveva.
Dio accettò l’offerta di Abele. Il fuoco discese dal cielo e consumò il suo sacrificio, mentre l’offerta minima e timida di Caino fu lasciata a terra.
In quel momento, Caino si trovò di fronte a due possibili strade. Avrebbe potuto guardarsi dentro e trarre delle conclusioni: che Dio non nutriva alcun rancore personale nei suoi confronti, ma che la sua offerta non era stata accettata perché non aveva dato ciò che era giusto dare. Avrebbe potuto decidere che la prossima volta avrebbe fatto meglio. Ma Caino scelse la seconda strada: scelse di offendersi.
Dio guardò il volto di Caino e vide che era caduto.
<<Il Signore disse a Caino: Perché ti rincresce, e perché sei abbattuto? Già se opererai bene sarai esaltato; ma se tu non operi bene… Il peccato sta coricato alla porta; egli ha desiderio di te, ma tu domini sopra di lui.>> (Genesi 4, 6–7)
La parola ebraica se’et (“sii elevato”) significa, appunto, elevazione.
Ibn Ezra spiega che Dio stava dicendo a Caino: Se scegli di essere buono, con te stesso e con gli altri, ti innalzerai al di sopra della tua tristezza. Diventerai gioioso e il tuo contributo all’umanità sarà positivo e significativo! Perché preferire sprofondare nella negatività, vivere come una persona triste e amareggiata che si nutre di risentimento? Cosa ne guadagnerai e quale bene porterà al mondo?
Ma Caino non ascoltò. Continuò a imbronciarsi finché non riuscì più a controllare i suoi impulsi. Un giorno, in campo aperto, si ribellò al fratello e lo uccise.
<<Caino disse (ciò) ad Abele suo fratello. Indi mentre erano in campagna, Caino,
alzatosi contro Abele suo fratello, l’uccise.>> (Genesi 4, 8)
Sappiamo come finisce la storia. Caino fu punito e Adamo ed Eva ebbero un altro figlio, Set, da cui sarebbe disceso il genere umano.
La Torah non racconta questa storia senza motivo. In questo mondo, ci troviamo costantemente di fronte a delle scelte: soccomberemo alle emozioni negative – gelosia, rabbia o amarezza – e proveremo uno strano piacere in quei sentimenti, come fanno tante persone?
Oppure sceglieremo di superarle, per goderci la bellezza del mondo che ci circonda? Quanto è piacevole vivere tra persone gentili, allegre e sorridenti, vivere la vita con calore e positività.
C’è un mondo meraviglioso abitato da persone felici, soddisfatte e radiose, e c’è un “universo parallelo” abitato da anime arrabbiate e risentite, che sembrano attendere con impazienza la prossima scusa per sprofondare nel pantano dell’amarezza, delle lamentele e dei continui brontolii. Questo percorso, che a prima vista può sembrare naturale o innocuo, si trasforma rapidamente in veleno. Può portare a conseguenze rovinose.
Dio ha creato un mondo magnifico. Quanto è piacevole viverlo come dovrebbe essere: con gentilezza, amore e vitalità. Eppure è così facile distruggerla. Chi vive male non solo danneggia se stesso, ma anche chi gli sta intorno.
Questa è una lezione su cui riflettere e da cui imparare.



