25 novembre 2019

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Rapide le conseguenze politiche dell’incriminazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu annunciata giovedì. Su iniziativa del procuratore generale Avichai Mandelblit, un panel di alti funzionari giuridici si riunirà per rispondere a quesiti come: può formare il nuovo governo un politico sotto incriminazione? E se Netanyahu non è obbligato per legge a dimettersi da primo ministro fino a sentenza definitiva, non è tuttavia tenuto a dimettersi dagli altri incarichi ministeriali che ricopre, e cioè agricoltura, sanità, affari sociali e affari della diaspora? (vedi su Times of Israel). Intanto all’interno del partito Likud si profila una sfida alla leadership di Netanyahu, in particolare da parte del suo rivale Gideon Sa’ar che domenica ha chiesto formalmente di convocare votazioni primarie. Sa’ar afferma di poter formare un governo di unità nazionale ed evitare così al paese una terza tonata elettorale in meno di dodici mesi. La principale forza d’opposizione, Blu&Bianco di Benny Gantz, ha sempre detto d’essere pronta a formare un governo d’unità nazionale con il Likud purché non guidato dal premier incriminato. I più recenti sondaggi indicano che più della metà della popolazione israeliana ritiene che a questo punto Netanyahu debba dimettersi (vedi su Jerusalem Post).

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu (clicca per ingrandire)

 

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Fonte: Israele.net

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