Il 60° anniversario di “Nostra Aetate”
Il 28 ottobre 2025 segna un traguardo significativo: il sessantesimo anniversario di “Nostra Aetate”, la dichiarazione del Concilio Ecumenico Vaticano II che ha trasformato radicalmente i rapporti tra la Chiesa cattolica e le religioni, in particolare con l’ebraismo. Questo documento, che ha aperto un nuovo capitolo nel dialogo interreligioso, ha avuto un impatto profondo e duraturo, non solo nei rapporti ecclesiali, ma anche nella società globale.
“Nostra Aetate”, che significa “Nel nostro tempo”, è stata promulgata il 28 ottobre 1965, in un contesto storico caratterizzato da una crescente consapevolezza della necessità di unità e riconciliazione, dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale e della Shoah.
La dichiarazione ha rappresentato un momento di rottura rispetto alla tradizionale e negativa visione della Chiesa nei confronti degli ebrei, proponendo un approccio di rispetto e dialogo.
Uno dei punti cardine di “Nostra Aetate” è la sua chiara condanna dell’antisemitismo e il riconoscimento dell’ebraismo come una religione con cui condividere una storia e una tradizione spirituale. La dichiarazione ha affermato che gli ebrei non devono essere considerati colpevoli della morte di Gesù, un’accusa che ha alimentato secoli di persecuzioni , pregiudizi e lutti per gli ebrei. Questo riconoscimento ha segnato l’inizio di un nuovo approccio nei rapporti tra cattolici ed ebrei, avviando un dialogo costruttivo e una maggiore comprensione pur dovendo affrontare numerose difficoltà e sopratutto riuscire a scalfire il secolare e diffuso sentimento popolare anti-ebraico.
Negli ultimi sessant’anni, il dialogo interreligioso ha vissuto sia sfide che successi. Sin dal 1965, si sono concretizzati incontri e iniziative che hanno cercato di costruire ponti tra le due fedi. Organizzazioni ecumeniche e interreligiose sono emerse, facilitando il dialogo e la cooperazione su questioni sociali e morali.
Tuttavia, il percorso non è stato privo di difficoltà. Le tensioni politiche, i conflitti in Medio Oriente e l’emergere di movimenti estremisti hanno spesso ostacolato i progressi. Inoltre, alcune frange di cattolici radicali hanno continuato a nutrire risentimenti e incomprensioni, rendendo il dialogo complesso e, talvolta, difficile.
Oggi, il messaggio di “Nostra Aetate” è più rilevante che mai. La comunità ebraica e quella cattolica continuano a lavorare insieme su temi di interesse comune, come la giustizia sociale, la dignità umana e la lotta contro l’antisemitismo.
Recentemente papa Leone XIV , in Aula Paolo VI, partecipando all’evento “Camminando insieme nella speranza” per celebrare i 60 anni della Nostra Aetate, hanno messo in luce la necessità di una continua riflessione e azione contro l’antisemitismo, riaffermando che le radici cristiane non possono essere separate dall’ebraismo. In questo contesto, Papa Francesco ha invitato tutti a lavorare per un futuro di pace e rispetto reciproco, sottolineando che il dialogo deve essere un impegno costante e non un evento sporadico.
Ricordiamo che l’ideatore del Concilio fu papa Giovanni XXIII .
Il 13 giugno 1960, il professor Jules Isaac incontrò papa Giovanni XXIII in Vaticano per un’udienza che si rivelò cruciale per il dialogo interreligioso, tra ebrei e cristiani.
Quando Giovanni XXIII nella Settimana Santa del 1959, modificò la preghiera del Venerdì Santo pro perfidis Judaeis (per gli Ebrei che non credono) facendo eliminare la parola “perfidis”, non poteva certo immaginare che con quella scelta dava di fatto inizio ad una nuova pagina del cammino ecumenico che avrebbe portato alla dichiarazione conciliare Nostra Aetate (1965) e all’avvio di rapporti positivi non solo con gli Ebrei, ma con tutte le religioni.
Jules Isaac , Storico e pensatore francese (Rennes 1877 – Aix-en-Provence 1963). Fu tra i promotori, nel 1947, dell’associazione Amitié Judéochrétienne, dedicata ad approfondire e a superare le cause sociali e religiose dell’antisemitismo e a promuovere l’amicizia ebraico-cristiana. Tra i suoi scritti: Jésus et Israël (1948; trad. it. 1976), minuziosa analisi demistificatrice sulla pretesa “responsabilità collettiva” del popolo ebraico per la condanna di Gesù; La dispersion d’Israël, fait historique et mythe théologique (1954); Genèse de l’antisémitisme (1956); L’enseignement du mépris (1962; trad. it. Verità e mito. Il dramma ebraico al vaglio della storia, 1965).
Ester Silvana Israel



